N. 7-8, LUGLIO-AGOSTO 2016, ANNO VI

«Il viaggio di Vlad nel Mondo-di-là»: mitologia romena per ragazzi di oggi

Streghe e Fate Madrine per Vlad, un bambino di dieci anni mandato d’estate in vacanza dai nonni a Hoghiz, sperduto villaggio di Transilvania. Lontano da Tv e computer Vlad trascorre le serate tra i racconti di un anziano, dove prende vita un universo di storie e miti che sembrano reali nella vita del paese. Un mondo di creature fantastiche è alla base dei romanzi fantasy di Sînziana Popescu, ad iniziare da Il viaggio di Vlad nel Mondo-di-là, tradotto anche in italiano, rilettura intelligente e avvincente della mitologia e del folclore romeno tradizionali. Presentazione di Sara Salone.



«Grigio era il colore dell'epoca...». Intervista al regista Andrei Gruzsniczk

«Ho usato il bianco e nero per ricreare lo stile del cinema romeno di un’epoca in cui il colore predominante era il grigio: palazzi, ambienti, persone». Così Andrei Gruzsniczki, regista tra i più interessanti della nuova cinematografia romena, ospite lo scorso giugno del Romania Film Festival di Napoli con Quod Erat Demostrandum (2013) e Cealaltă Irina (2009). Il controllo repressivo durante il comunismo e i nuovi scenari degli anni ’90, con i danni prodotti dalla fine del comunismo miscelata all'incipiente capitalismo selvaggio sono l’orizzonte dell’opera di Gruzsniczki. Intervista di Armando Rotondi.



«Buona notte, bambini!». Strategie di traduzione di un romanzo

Una storia generazionale, tra emigrazione, gioie e drammi di vita vissuta, una sorta di favola moderna dai risvolti ora tragici ora intimisti: è la sostanza, in grande sintesi, del romanzo Buona notte, bambini! di Radu Pavel Gheo, esponente della nuova narrativa romena. Tradotto in italiano per La Zisa di Palermo (2016) da Mauro Barindi e Maria Luisa Lombardo, questo romanzo offre l’occasione di un'accurata analisi di tipo traduttologico, nella quale vengono esplicitate e messe a confronto le strategie adottate dai traduttori. Di Mauro Barindi e Maria Luisa Lombardo.



Panait Istrati, un libro per conoscerlo

Nato a Brăila nel 1884, Panait Istrati è uno degli autori romeni che soprattutto all’inizio della loro carriera hanno avuto più successo all’estero che in Romania. Dopo aver pubblicato a Parigi nel 1924 il suo Chira Chiralina, Istrati entra a fare parte pienamente della letteratura francese, mentre in Romania è stato accettato con fatica dai grandi nomi della cultura nazionale. Elena Dumitru ha dedicato un volume bilingue – De vorbă cu Panait Istrati / Parlando con Panait Istrati (Aracne 2015) – alla figura di questo poliedrico scrittore. Ne offriamo una presentazione a cura dell'autrice medesima.



Alexandru Balaci, «il Professore» che iniziava il giorno leggendo Dante

Lo scorso 16 giugno l’Accademia Romena ha commemorato Alexandru Balaci a cento anni dalla nascita. Raffinato italianista e accademico, Balaci è stato per diverse generazioni di studenti il Professore per antonomasia. Formatosi a un concetto di cultura di tipo illuministico, era convinto che questa si produce non per se stessi ma per parteciparla al più largo pubblico. Di qui la sua ingente opera pubblicistica, nonché il coordinamento di monumentali lavori collettivi come la storia e antologia della letteratura italiana prodotta dall’Università di Bucarest. Di Smaranda Bratu Elian.



Icone su vetro, quando il talento è amore: in memoriam Dorina Dutkay

Lo scorso 19 giugno è morta a Brașov Dorina Dutkay. Nome pressoché ignoto al pubblico italiano, questa donna è stata una straordinaria pittrice di icone su vetro in stile contadino e un'artista di rare qualità umane e spirituali. Nata a Cluj nel 1936, inizia a dipingere icone dopo il 1989 ed è in contatto con grandi protagonisti del mondo ortodosso romeno, come il metropolita Bartolomeu di Cluj. Insignita di numerosi riconoscimenti, Dorina Dutkay ha esposto in sedi prestigiose, tra le quali il Museo del contadino romeno di Bucarest e al Museo Astra di Sibiu. Di Giovanni Ruggeri.



La Romania alla XIV Mostra Internazionale di Architettura di Venezia

Segnaliamo la partecipazione della Romania alla XV Mostra Internazionale di Architettura, Biennale di Venezia, in programma fino al 27 novembre 2016. Il Padiglione Romania presenta la mostra «Selfie Automaton», di Tiberiu Bucșa, Gál Orsolya, Stathis Markopoulos, Adrian Aramă, Oana Matei, Andrei Durloi. La mostra consiste in 7 automi meccanici, che includono 42 marionette. Tre automi saranno istallati nel Padiglione della Romania, Giardini della Biennale, tre nella Nuova Galleria dell'Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, mentre uno sarà in giro per Venezia.


Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.





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